Bibliophilia Blog intervista Giuseppe Arona, Powerseller ebay nel campo dei libri antichi

pineronPrimariamente ringrazio il Professor Giuseppe Arona per la grande disponibilità nella collaborazione e per seguire sempre il blog ed animarlo anche con commenti.

Professor Arona, Lei non nasce come libraio, ma è da parecchio tempo ormai che è diventato venditore di libri antichi. Puoi dirci come ha “scelto” di intraprendere questo percorso e come ha iniziato?

Che dire! Sono diventato libraio-antiquario per caso, non per scelta premeditata. Ho sempre amato l’antichità, mio padre mi ha insegnato il rispetto per tutto ciò che, in un modo o in un altro, è documento della storia.  E mi è sempre piaciuto curiosare tra le bancherelle o nelle librerie antiquarie. Specialmente a Nizza, in Francia, i bouquinistes erano per me una tappa mensile quasi fissa. Del resto, acquistare in Italia significava, specialmente venti anni fa, svenarsi, invece in Francia trovavo parecchie chicche, specialmente classici italiani che ora fanno parte della mia personale Biblioteca. Il mio fornitore preferito era Mr. Belle, della mitica Librairie l’Escurial. Ed è stato proprio lui che mi ha invitato a, diciamo, ammortizzare le spese vendendo io stesso qualche libro.  Inizialmente mi venne da ridere: avevo fatto per quarant’anni il professore ed il Preside ed ora, a quasi sessant’anni, avrei dovuto cimentarmi in una nuova attività?  Fino a quando, da un’insistenza all’altra, mi sono detto: perché non provare?  Era il mese di settembre del 2002.

Ad oggi il suo mercato è unicamente quello di ebay. Come mai ha scelto proprio questo  portale di vendita, per altro non specifico per i libri antichi?

Sempre su suggerimento “francese” ho conosciuto ebay, proprio nel 2002. Questa piattaforma si stava sviluppando anche in Italia e da poco più di un anno aveva acquistato iBazar.it, un sito di vendite reso famoso dal suo testimonial: Platinette. Così, nell’agosto del  2002, mi sono iscritto a ebay. Mi pareva un gioco, tanto che anche la scelta del mio ID fu un gioco. Da bambino, negli anni cinquanta, il mito americano si faceva sentire, e così mi piaceva farmi chiamare Pain Eron, americanizzando il mio Pino Arona. Ebbene, il Pain Eron parlato, era pin-eron scritto; da qui pineron: nel mondo ebay sono noto, infatti, come pineron.   Formalizzata l’iscrizione, dunque, ho messo in vendita un libro che Mr. Belle mi aveva dato per prova. Ricordo che si trattava di un’opera dell’Ottocento, di astronomia, scritta da Camillo Flammarion. Risultato? Un inaspettato successone di vendita, cui è seguito il mio primo feedback: “Gentilissimo e preciso, grazie!” Decido di riprovarci e, stavolta, in modo massiccio. E i risultati furono sempre gli stessi: vendite immediate e inaspettate che mi facevano meravigliare ogni giorno di più di quanto fosse facile lavorare e vendere in ebay. Da lì ho continuato, sempre per gioco, divertendomi, inesperto del mondo del commercio e, lo ammetto, non amando né informatica, né quanto potesse fare parte del mondo virtuale. Alla fine del 2003 mia figlia, commercialista, mi prende di petto: “Papà, tu rischi grosso: non puoi continuare a vendere così, senza alcun regola e protezione fiscale, ecc. ecc.” Insomma, per farla breve, in una settimana lei stessa concludeva tutte le pratiche per regolarizzare la mia posizione: apertura Partita Iva, licenza di vendita on.line, iscrizione alla Camera di Commercio, libri contabili e quant’altro, tutto un campo del quale capisco men che nulla e di cui si occupa assolutamente e pienamente Valeria. Così, dopo una quasi quarantennale carriera di professore-preside sono diventato libraio-antiquario E, dunque, sono oltre quindici anni che lavoro in e con ebay.

Lei utilizza entrambe le modalità di vendita su ebay, sia la vendita classica a prezzo fisso che le aste online, anche se prevalentemente sono queste ultime quelle da lei più adottate. Può spiegarci, dal punto di vista di un venditore, le principali differenze tra le due e in base a quali criteri si orienta nella scelta?

Sin dall’inizio ho sempre amato e preferito le aste, soprattutto per un motivo molto semplice: la mia inesperienza, la mia scarsissima conoscenza commerciale del libro antico non mi davano sufficienti indicazioni sulla rarità o sul prezzo di un libro; quindi preferivo che fosse l’acquirente a definire il prezzo. Così nei miei primi dieci anni di ebay avrò venduto sì e no 50- 60 libri al prezzo fisso; ora devo dire che un buon 20 – 30% delle mie inserzioni è in questa categoria. Su cosa si basa la scelta? Prima di rispondere, mi si permettano alcune considerazioni. Il bibliofilo, o addirittura il bibliomane cultore del libro antico, non è un individuo, diciamo, qualunque; a parte il fatto che ha un livello culturale generalmente medio-alto, non può essere di certo una persona con problemi economici stringenti. Un libro antico, in effetti, non è un bene di prima necessita, ma va a costituire un segno di piacere, di edonismo anche avanzato . Per questo motivo, molte volte, un libro che in ebay è in asta può essere aggiudicato anche a un prezzo che supera, di gran lunga, quello iniziale: quando due o tre bibliofili si scontrano, spesso, molto spesso, il prezzo lievita. Poi c’è da chiedersi: esiste un prezzo di mercato per un libro antico? Io sono dell’avviso che non possa esserci; e se ci fosse, quello indicato nel commercio reale necessariamente dovrebbe essere differente da  quello del commercio  virtuale; in particolare  da quello in vendita all’asta di ebay dove, senza dubbio, il prezzo lo stabilisce l’acquirente, perché è lui e solo lui che decide quando interrompere le proprie offerte. Molte volte ho inserito libri a un 1 euro di partenza, e mi riferisco soprattutto a libri di pregio. Ebbene, mai una volta sono stato deluso dal risultato finale della vendita, anzi, devo ammettere che per oltre metà dei libri inseriti a 1 euro di partenza, il risultato è stato superiore al previsto, direi addirittura molto superiore alla speranza. 

Uno degli aspetti più “difficili” di un libraio è garantirsi buone acquisizioni. Lei ha un  notevole ricambio nel suo catalogo, può dirci quali sono i suoi canali di acquisto? 

p1230612Questo è per me un punto dolente e piacevole nello stesso tempo. Dolente perché so perfettamente che un buon libraio antiquario è colui che riesce a rilevare biblioteche, che ha conoscenze che lo indirizzino ad eredi che vogliano vendere libri di famiglia, che sa dove trovare senza molti sforzi dei “tesoretti”. Non è il mio caso: in 15 anni di attività mai ho avuto queste occasioni. Forse perché non le ho mai cercate, forse per dieci altri motivi, ma non ho mai avuto queste fonti.  Piacevole perché amo molto acquistare, e la Francia è la mia fonte principale: la Francia, con le sue case d’asta. Acquisto, quindi, in aste pubbliche, cimentandomi e contemporaneamente divertendomi. Tra l’altro gli Hotels de Vente francesi, garantiscono la provenienza e la legalità dei libri. Da qualche anno ho un’altra fonte importante: tre colleghi, librai antiquari con negozio fisico o vendita a catalogo, affidano a me i loro libri per proporli on.line. E con reciproca soddisfazione visto che il sodalizio dura da anni: significa che hanno fiducia in me, nella mia persona, in pineron.  Questo il motivo per cui ho libri di varie epoche, di vari temi, di varia natura.

Può elencarci i tre libri più pregiati che ha avuto presso la sua disponibilità?

I libri più pregiati che ho avuto? Una Bibbia –incunabulo, acquistata in un’asta francese e venduta pochi mesi or sono; un altro incunabulo, ossia una Divina Commedia del 1495. Non  saprei indicare con precisione un terzo libro. Penso possa essere stato una fantastica quarantana original, I Promessi Sposi del 1840 in splendida conservazione e con dedica del Manzoni. Mi si permetta, anche di indicare un titolo al quale sono molto affezionato: Vera storia di due amanti infelici, del Foscolo, nella prima edizione bolognese del Marsigli. Se, poi, dovessi indicare quale opera ho venduto di più, non avrei alcun dubbio: la Bibbia è il libro più venduto. In oltre 15 anni, ne ho venduto tante  quante sono riuscito ad acquistarne. Dagli incunabuli ai volumi ottocenteschi. In-folio e di piccole dimensioni, figurate o solo con testo. Ricordo che nel 2009 mi aveva contattato un Pastore protestante delle parti di Trento proponendomi l’acquisto di parte dalla sua biblioteca. Mi sono recato a visionarla: sulla sua libreria troneggiavano una settantina di Bibbie, dal cinque all’ottocento. Acquisto in blocco e in meno di tre mesi, le ho vendute, e tutte in ebay. Insomma: Bibbia, Bibbia, Bibbia.

Ebay è un mondo controverso, molti librai lo odiano. Questo è, in parte, dettato dalla  concorrenza, a volte sleale, dei privati e dal, spesso conseguente, ribassamento dei prezzi. Anche lei nota questi fenomeni e come li interpreta?

Eccome se noto questi fenomeni e, glielo assicuro, abbiamo sempre cercato, noi venditori professionali, di farlo notare alle dirigenze. Il danno che noi abbiamo è enorme! In ebay troviamo una marea di venditori, e nel campo dei libri oggi come oggi non sono poche decine, ma centinaia coloro che si definiscono hobbisti, o privati, o occasionali o che dir si voglia. Vendono a costi stracciatissimi perché non pagano un centesimo di tasse. Io se vendo un libro a cento euro, ne pago, di, tasse, 40-50. A me ne entrano 50 con cui debbo pagare anche ebay e paypal. Un “privato” può vendere tranquillamente al 40% in meno rispetto al mio prezzo e guadagnarci più di me. Ebay non si è mai impegnata seriamente a cercare di risolvere questo problema, e noi venditori professionali non abbiamo alcuna corsia di favore per le nostre vendite. Questo è un fatto che non solo ci nuoce, ma ci deprime, e per cui da tempo chiediamo di porre adeguato rimedio, ma siamo, da sempre, inascoltati. Fermo restando che il rischio che corrono questi “privati” è elevato in quanto l’occhio della Finanza è sempre più che vigile su tutti i venditori di ebay, non mi pare giusto né corretto che la dirigenza non intervenga con adeguate regole: non dico che essa stessa favorisce l’evasione fiscale, ma che non disincentivi chi non è professionale è un dato di fatto. E da tutto ciò il malcontento generale dei professionali verso ebay.

Nel giro di meno di dieci anni lei è diventato Powerseller di ebay. Come lo si diventa e cosa comporta?

Direi che lo sono diventato dopo appena due anni di ebay, raggiungendo in men che non si dica il grado di Power Seller Oro. Non è stato difficile, anzi. Vede, quando ho iniziato, in ebay i venditori di libri antichi si contavano sulle dita di una mano, e i libri in vendita, lo ricordo come fosse ora, nell’ottobre del 2002 e non arrivavano a 100 al giorno. Ora, se in una giornata qualsiasi apriamo il portale dei libri, troviamo che i venditori (professionali, avventizi, occasionali, furbetti ecc. ecc.) sono qualche migliaio e i libri in vendita oltre CENTOMILA. Gli acquirenti sono aumentati, è vero, ma il rapporto non si avvicina assolutamente a quello di quindici anni or sono: la domanda era dieci volte superiore all’offerta. Si vendeva di tutto e a prezzi alti. Una qualunque settecentina, anche di scarsissima importanza, in condizioni disastrate, in qualsiasi lingua si vendeva a non meno di 50 euro. Con queste premesse, il diventare Power Seller oro è stato facilissimo, di nessuno sforzo.  Pensi che nell’aprile del 2007 sono stato nominato, da ebay, Venditore del Mese: una nomina molto ambita perché per qualche giorno ebay ti portava alla massima visibilità, con le tue inserzioni e il tuo nome nella sua home-page. Le conseguenze sono state, in concreto, immediate, con il mio nome salito facilmente alla ribalta non solo di ebay, ma della cronaca nazionale. Ricordo che intorno al 2008 su di me uscirono alcuni articoli in giornali dell’Editoriale Espresso. Titolo intrigante: “Come diventare (quasi) ricco su Ebay”. Mi si presentava come esempio palese di persona che si era arricchita con ebay. Anche il TG3 e SKY e una rivista di Economia, Millionaire, e altri  hanno fatto servizi su di me in questo senso.  Eppure, ribadisco, non mi sono arricchito, del resto, cosa significa “Arricchirsi”? Il metro della ricchezza è molto soggettivo e secondo il metro che ho io, non sono certamente ricco: non vado in vacanza ai Caraibi, non ho ville in Sardegna e neppure qui, a Pavia, mi accontento di un’auto utilitaria, vado a cena con gli amici, al ristorante, un paio di volte il mese: nulla di più. Se questo per qualcuno è definirmi ricco, glielo lascio pensare senza interloquire.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

Mi anticipava che, per i venditori, ebay nella sua evoluzione ha comportato alcuni peggioramenti. A cosa fa riferimento nello specifico?

Mi riferisco, soprattutto, al lato umano: difficile parlare di peggioramento di una società che, negli anni, aumenta continuamente il proprio fatturato e la propria clientela. Dal lato umano l’ambiente della piattaforma non è più lo stesso, è mutato radicalmente soprattutto negli ultimi cinque-sei anni. Ho tanta, tanta nostalgia dei miei primi dieci anni di ebay e non posso non affermare che continuo ad amare ebay: con Lei sono diventato e cresciuto come commerciante e, mi si scusi la presunzione, in Italia l’ho vista crescere con me.  In poco più di un anno, come ho già detto, ero diventato uno dei grandi venditori del portale: nel campo dei libri antichi, poi, ero decisamente il numero uno (ma eravamo si e no una decina allora!), ed ero in stretto contatto con i dirigenti che lavoravano in Italia, presso la mitica sede di Via Fabio Filzi. Mi ricordo che alla fine del 2004 ero stato invitato a un convegno: penso che fosse il primo organizzato in Italia da ebay; eravamo si è no una cinquantina di venditori. Lo presiedeva Leonardo Costa, allora uno dei dirigenti-Italia. Erano presenti anche due giovani persone che vi lavoravano da poco, Marco Ottonello, e Barbara Bailini: ora ne sono ai vertici ed io mi onoro di averli nel novero degli amici, indipendentemente dai rapporti di lavoro. Per il vero, noi power seller, venditori di qualsiasi oggetto, dal materiale elettrico, ai ricambi per auto, eravamo molto amici tra noi. Ci univa molto un forum a noi strettamente riservato. Organizzavano di continuo incontri in ogni parte d’Italia, da Trieste a Matera; non convegni prettamente di lavoro, ma incontri conviviali, di divertimento, con la presenza, ogni volta, di un centinaio di intervenuti e dei dirigenti di ebay, Barbara, o Leonardo, o Marco, che si divertivano con noi. Io stesso ne ho organizzato due a Pavia, con la presenza di centinaia di venditori, persino dalla Sicilia. Aleggiava sempre entusiasmo, come se si programmasse un bel gioco. Man mano, nell’arco di pochi anni, ebay è cambiata moltissimo: dalla società che io vedevo come una famiglia, è diventata anche qui in Italia un colosso nei cui meandri è impossibile districarsi. Noi venditori eravamo più coccolati, più seguiti, più, diciamo pure, rispettati. Ora si cura in primis l’acquirente, così  noi venditori non siamo più protetti e ci sentiamo in balia dell’acquirente qualsiasi che ha il potere quasi indiscriminato di regolare la nostra attività mediante il feedback e le famigerate stelline: se ci ritroviamo, noi venditori con un paio di feedback negativi, il fatidico rosso, ebay difficilmente interviene, difficilmente sente le nostre ragioni. Tantomeno sulle stelline: un metodo di giudizio sul quale l’acquirente non è adeguatamente informato. Le stelline sono molto, ma molto importanti per noi, infatti, la nostra affidabilità e la nostra serietà di venditori professionali sono affidate, per l’80%, al loro computo. Per la gran parte degli acquirenti una “votazione” di 4 stelline su 5 è considerata molto positiva. Per ebay, al contrario, si tratta di una votazione non del tutto positiva, ma poco più che sufficiente. Per questo motivo, infatti, una media non è assolutamente valorizzata da un “4” su “5”, al contrario è penalizzata. Peggio ancora un “3”su “5”. Tanto che i venditori che non mantengono la media di 4,5 stelline sono discriminati in vari modi, primariamente con una visibilità minore delle proprie inserzioni.  Soprattutto dà fastidio che noi venditori non abbiamo la possibilità di esprimere un giudizio negativo verso il cliente: o si dà positivo o si sta zitti. E questo non è corretto. Ora, addirittura, se un cliente dichiara di non avere ricevuto la merce, anche se noi venditori sosteniamo, ricevute di spedizione alla mano, di avere inviato regolarmente, ebbene, lo dobbiamo rimborsare. Vero: amo sempre ebay, ma quanta nostalgia!

Ci può descrivere la sua giornata-tipo di lavoro?

Confesso che quando sono al lavoro non sento i miei anni e mi piace dedicarmi al lavoro per tante, tante ore. Per il vero bisogna ammettere che chi lavora con ebay non ha un tempo di lavoro preciso: il negozio virtuale è sempre aperto e possono arrivare ordini, richieste, acquisti a ogni ora, perché il cliente ebay non ha orari particolari. Mi capita, quindi, di essere al lavoro anche 18 ore su 24, senza che mi pesi tanto. Del resto, la mia abitudine a dormire molto poco mi aiuta: 4 o 5 ore di sonno ben distribuite nell’arco delle 24 mi sono state sempre sufficienti sin dai tempi dell’università, e quando mi capita di superare le sei ore di sonno sono assalito da un noioso mal di testa. Mi alzo prestissimo, prima delle cinque, e accendo subito il pc (non amo, ahimè, cellulari, tablet, e quant’altro non mi dia una tastiera su cui battere a dieci dita!). Controllo la posta e il Mio Ebay. Quindi, inizio a preparare le inserzioni. Le descrizioni dei libri costituiscono, per me, una delle fasi maggiormente interessanti del lavoro, la più vivificante. In realtà, più un libro è raro, più mi dedico alla ricerca di una corretta quotazione commerciale, delle sue edizioni, di informazioni sull’autore e quant’altro. Passo, quindi, alla stesura delle inserzioni, alle fotografie (essenziale e indispensabile complemento alla descrizione dell’oggetto). Infine, giungo all’inserimento in ebay. La parte maggiormente noiosa giunge dopo la vendita e il pagamento di un libro, ossia quando mi dedico all’ultima fase di una transazione: la preparazione del pacco. Non amo proprio dedicarmi a pacchi, pacchettini, scatoloni, tanto che più di una volta il cliente si è lamentato delle mie confezioni spesso frettolose e imprecise: e questo è un mio grave difetto, lo ammetto. Un cliente francese mi aveva anche rilasciato un feedback neutro per un imballaggio a una stampa che, a suo avviso, probabilmente giustamente, era insufficiente: “L’estampe m’est arrivée foissée. Pas beaucoup de soin donné a l’emballage”. Raramente interrompo il lavoro per allontanarmi dallo studio, se non per portare, direttamente, le spedizioni all’ufficio postale. Qui, per fortuna, non perdo mai tempo per fare la “coda”: ho un eccellente rapporto con il personale, per cui mi facilitano: lascio loro le spedizioni e gli impiegati preparano tutto con calma. Mi daranno le ricevute il giorno successivo, quando porto le nuove spedizioni.

Hai mai avuto brutte avventure nella sua carriera di Venditore?

Ebbene sì: una, che ha lasciato in me il segno e mi ha dato la dimostrazione di quanto sia difficile e di quanta attenzione si debba avere in questo mestiere. Un’avventura di cui ho scritto in un libro che ho curato assieme a Maurizio Ongaro, amico-collega di vendite in ebay. Erano le 6,20 del mattino del 12 ottobre 2004 quando sento squillare il campanello. Mi affaccio e vedo di fronte al cancello due auto, una con la scritta CARABINIERI. Ne scendono sei persone, due in divisa e quattro in borghese. “Signor Arona, abbiamo un mandato di perquisizione”. Ero tranquillo, non avevo nulla da nascondere, e quando ho chiesto il motivo mi hanno risposto che tra i libri che avevo venduto in ebay era stato individuato un volume rubato con tanti altri oggetti in una villa di Clermont Ferrand. Due dei militari erano, in effetti, gendarmi francesi giunti in Italia appositamente per quel libro. Mi hanno presentato il tabulato di ebay dal quale risultava che sei mesi prima avevo venduto il famigerato libro per la bellezza di 18 (DICIOTTO!) euro. Sembra un paradosso, ma un lieutenent de la gendarmerie française con il suo attendente avevano fatto un viaggetto in Italia per individuare il presunto ladro o il presunto ricettatore di quel libro. Dopo otto ore di perquisizione, non avevano trovato nulla di quel che cercavano, ma, per non allontanarsi a mani vuote, se ne sono andati con 51 libri di, a loro dire, provenienza sospetta. Ho impiegato molto tempo per ricostruire la provenienza di ognuno di quei libri e per recuperarne le regolari fatture, ed ho speso 2.800,00 euro di avvocato. Solamente dopo 16 mesi mi hanno restituito tutto quanto mi avevano sequestrato e sono stato prosciolto da qualsiasi accusa. Da quella volta sto attento, ancora più di prima, ai miei acquisti.

p1230616La ringrazio davvero per l’interessantissima chiacchierata. Per concludere, può lasciarci tutti i suoi contatti?

Certo, di seguito tutti i miei recapiti:

Prof. Giuseppe Arona
Libri antichi
 Via Pecchio, 9
27100. Pavia – Italia.

Tl. 0382/4695659. 339.7888913.
giuseppe.arona@gmail.com
http://stores.ebay.it/LIBRI-ANTICHI-E-RARI

“Giuseppe Arona, Siciliano di nascita, di Sperlinga, un piccolo centro della provincia di Enna, e da quasi settanta in Lombardia. Sono cresciuto in un paese della Lomellina, Confienza. Dopo gli studi e la laurea in Lettere, ho trascorso la mia vita insegnando in Italia e all’estero, in Sud America. Da 15 in pensione e ora libraio-antiquario di professione”.

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