Bibliophilia Blog intervista il Cacciatore di libri Simone Berni

berni1Oggi usciamo un po’ dal seminato rispetto ai temi solitamente trattati per presentare un aspetto molto intrigante e poco conosciuto della bibliofilia e del mercato del libro, ossia il book hunting, la caccia di libri. Ne parliamo con il più conosciuto rappresentante italiano di questa insolita e stimolante professione (o vocazione?), Simone Berni.

Simone, innanzitutto ti ringrazio per la collaborazione. Iniziamo subito con le domande.

Come nasce la tua passione per i libri e per l’aspetto misterioso dei libri “perduti”?

La mia passione per l’aspetto “misterioso” dei cosiddetti “libri perduti” nasce da una inclinazione innata e da alcune esperienze maturate agli inizi degli anni ’00 quando ho per la prima volta realizzato quanto mancassero in Italia strumenti per un primo approccio alla problematica della ricerca di libri rari. Da lì sono nati i primi articoli su internet, poi sfociati nel mio libro d’esordio “A caccia di libri proibiti” (Edizioni Simple, 2005) poi ripubblicato in vari aggiornamenti da Biblohaus di Macerata, uno dei principali e più accreditati marchi editoriali rivolti alla bibliofilia in Italia.

Come si diventa Cacciatori di libri e come definiresti questa “missione”?

Nel mio “Manuale” spiego a più  riprese del “come “ si diventa cacciatori di libri, del fatto che molti cacciatori non saberni4nno neppure di esserlo e di come la deontologia del cacciatore abbia risvolti assai poco politicamente corretti. Ma più che altro pongo l’accento sul “perché” si debba diventare cacciatori di libri. E la mia è soprattutto una provocazione per un ambiente nel quale un po’ tutti (librai, bibliotecari, collezionisti, venditori su eBay) giocano a fare l’esperto tutto fare e omni conoscente. In definitiva la problematica è così vasta che il cacciatore di libri finisce per essere ormai un tuttologo di professione, uno che è costretto a spaziare in oceani, mari, fiumi laghi ma anche melmosi acquitrini, dai quali spesso non si viene più fuori. Ormai non si fanno follie solo per una copia della prima edizione de  “L’utopia” di Tommaso Moro, ma anche per “Sposerò Simon Le bon” di Clizia Gurrado o l’ultimo libricino su Justin Bieber e questo allarga comprensibilmente uno scenario già di per sé impressionante. La missione del cacciatore di libri è paragonabile al giuramento di Ippocrate per i medici; un atto di fede senza senza se e senza ma.

Quali generi di richieste hai solitamente? Quelle più ricorrenti e quelle magari più particolari…

Forse sarà una delusione per molti che leggeranno queste righe, ma le richieste più ricorrenti che ho dai lettori del mio blog riguardano libri o libricini del tutto insulsi. Rarità solo ai loro occhi, libri avuti nell’infanzia e perduti (e dei quali magari ci si ostina a ricordare un titolo che in realtà è sbagliato), insomma: spesso è una gran fatica e una perdita di tempo immane. Però capita che qualcosa di apparentemente insignificante si riveli sorprendente. E’ il caso, anni fa, del romanzo di Giuseppe Lo Presti “Il cacciatore ricoperto di campanelli” e della “moda” a cui ha dato luogo dopo che ne ho parlato nel mio “Manuale” raccontandone le origini; raccontando cioè di quando il libricino si intitolava “L’indominio della discordanza” e veniva pubblicato da una piccola sigla di Saluzzo.

Quindi generalmente chi sono i tuoi clienti?

Chi si rivolge a me (“cliente” è un termine eccessivo) lo fa per trovare un libro che non riesce a reperire. Per cui non c’è limite di età, di estrazione sociale, di nazionalità, di sesso. Impossibile fare un identikit del mio utente tipo. Mi è capitato anche chi cercava il Mein Kampf di Hitler in prima edizione in condizioni “come nuovo” con l’autografo personale dell’autore. “E magari con una dedica a Eva Braun”, gli risposi io!

Ahahah, beh la risposta è da Oscar! Senti, come credi che stia evolvendo il mondo del libro, specie usato, in relazione anche alla cosidetta “accessibilità” che l’e-book offre ad oggi?

Tutto ormai è internet-centrico. Ma il mio campo d’indagine – quello dei libri scomparsi cartacei, rarissimi o introvabili – nulla ha a che da spartire con il mondo degli ebook. La radio continua tutt’oggi nonostante la tv, internet o quant’altro verrà domani. L’ebook offre sì immensa accessibilità ma appiattisce l’offerta in una linea di sviluppo senza personalità. Che gioia od euforia volete che ci sia nel possedere il nuovo ebook di Wilbur Smith o di Dan Brown, un quadratino in uno schermo male illuminato… Io non faccio mistero di usare il Kindle per leggere articoli o libri da “consumo di massa”, per risparmiare tempo e denaro. Ma il lettore e-book non può sostituire la copia stampata per il collezionista. E’ come paragonare un romanzo a un film. Sono due cose diverse. Entrambe utilizzabili per scopi indipendenti l’uno dall’altro.

Il tuo è un mestiere “romantico”, quasi nostalgico, se mi permetti. Ricorda un po’ Dean Corso in La nona porta. Che ruolo giocano l’avventura e il mistero nella tua attività?

berni2Sì, l’accostamento non è nuovo per me. Ti dico: magari! L’avventura un ruolo attivo lo gioca senz’altro. Sono stato – ecco il primo esempio che mi viene in mente – a Colonia a trovare una rara copia di un libro fotografico di Kate Moss con una dedica pazzesca (e compromettente). Non so dirti quante volte sonberni3o stato rimbalzato da un posto all’altro, dentro la città, prima di arrivare alla tanto agognata copia, con il collezionista che mi tempestava di telefonate per sapere se avevo trovato il libro… Oppure quella volta che ho fatto un no-stop Siena-Torino-Siena in 10 ore esatte, per entrare in possesso di un libro esistente in copia unica. E che dire della calda estate 2014 quando ho viaggiato per cinque stati (Russia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) per scrivere il mio libro sulle misteriose prime edizioni del Dracula di Bram Stoker. In quell’occasione ho avuto modo di scoprire e mostrare per la prima volta la prima immagine del Dracula letterario mai realizzata, che fungeva da copertina di una edizione ungherese del 1898.

Questa è veramente una storia fantastica. Allora, non ti chiederò ovviamente i segreti di un cacciatore di libri, anche se qualcosa devi aver anticipato nel tuo Manuale a riguardo. Cosa puoi dirci sulle tecniche con cui ti muovi?

Mah, in effetti nel Manuale pubblico, in fondo, un icosalogo, cioè venti leggi ponderate, nelle quali sintetizzo l’attività del cacciatore di libri. E poi riporto altre frasi (o motti) che possono sintetizzare il mio lavoro: “gli stupidi si dividono in due categorie: quelli che prestano i libri e quelli che li restituiscono”. Poi: “se un ebreo non si ferma davanti a una libreria significa che è un convertito” (sentita in una libreria di Firenze; decisamente anti-cattolica). Nel Manuale spiego molte tecniche, alcune che possono sembrare deontologicamente poco corrette, ma sono enunciate sempre a fin di bene. Per esempio: spiego come avvengono i furti nelle biblioteche; come il collezionista senza scrupoli vi può soffiare sotto il naso il libro che avete appena comprato su Amazon o eBay.; come fregare il libraio (se siete il cliente) e come fregare il cliente (se siete il libraio).

Vedi di non mandare in bancarotta noi librai allora ahahah. Se ti va, raccontaci qualche esperienza particolarmente suggestiva e magari il libro per la cui ricerca ti sei maggiormente appassionato…

“The Silver Bridge” di Gray Barker, libro sugli UFO una volta rarissimo e scomparso (oggi ce ne sono decine di copie su internet). Io lo segnalai per primo, ne scovai una copia superstite in West Virginia, nella casa-roulotte di uno dei testimoni oculari dell’avvistamento del fantomatico uomo-falena (Mothman). Lo scrissi nei miei libri e da allora è partita una caccia forsennata, con centinaia di segnalazioni. E’ bello sapere che qualcosa si muove dopo che sei stato tu a dare la prima spinta.

Certamente. Se puoi lasciare tutti i tuoi contatti, in caso qualche nostro lettore abbia bisogno del tuo prezioso servizio.

Certamente! E-mail: siberniz@gmail.com. Contatto Whatsapp (per urgenze bibliofile): +393455178416. Sito per segnalazione desiderata: http://www.bernitrovalibri.com/cerchi-un-libro-trova-libri-rari/cerchiunlibro/

Varie ed eventuali, sono sempre contento se un mio intervistatberi5o integra con qualcosa che non avevo preventivato. Quindi se hai qualche argomento che vuoi trattare, vai pure a ruota libera!

Segnalo un’opera d’arte neo-concettuale in forma di libro d’artista. Attualmente è conservata presso la mia libreria. Essa è la metafora del bibliofilo moderno. 
Vedi: Maledizione del bibliofilo

Grazie Simone, è stato un piacere. Se qualcuno necessitasse di contattare Simone per qualche richiesta particolare, segnatevi i suoi contatti.

Simone Berni. Classe 1965. Città di nascita e di riferimento: Siena. Noto come “cacciatore di libri”; attivo dal 2000 nella ricerca libraria. Dal 2005 autore di alcuni libri con tema: bibliofilia, collezionismo di libri, censure editoriali come “A caccia di libri proibiti” (Edizioni Simple, 2005), “Libri scomparsi nel nulla” (Edizioni Simple, 2007), “Manuale del cacciatore di libri introvabili” (Biblohaus, 2010), “Dracula di Bram Stoker – Il mistero delle prime edizioni (Biblohaus, 2014); Il caso Imprimatur (Biblohaus, 2015; ediz. aggiornata). Collaboratore saltuario di riviste del settore, de Il Giornale dei Misteri, del blog Cultora.

Responsabile del sito www.bernitrovalibri.com specializzato nella ricerca di libri rari e “introvabili”; co-fondatore del motore di ricerca per libri www.bookle.org.

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