Bibliophilia Blog intervista Ilaria Colombo, esperta in misteri bibliografici

dizionariobisSono davvero contento ed orgoglioso di poter svolgere nuovamente una chiacchierata con Ilaria Colombo, esperta in misteri bibliografici e titolare della Libreria John Florio & Co. di Chiavenna.

Ciao Ilaria, è un vero piacere per me poterti risentire ancora con un’intervista. Sulla figura di John Florio tu hai, per così dire, costruito la tua libreria, che ne prende addirittura il nome. Puoi tratteggiarci brevemente l’importanza storica e culturale che questo personaggio ha rivestito nel XVI secolo e cosa personalmente ti affascina di lui e delle sue opere?

Ciao Francesco, anche per me è un piacere dare un contributo alla tua meritevole iniziativa di Bibliophilia blog. John Florio è un personaggio che ho scoperto negli anni, la sua figura è complessa e la sua importanza nella cultura inglese del XVI secolo tanto rilevante da richiedere studi approfonditi e continui aggiornamenti nelle ricerche. La sua cultura era vastissima: conosceva perfettamente sei lingue, era un umanista, un ottimo traduttore, conoscitore della filosofia e sostenitore delle nuove teorie eliocentriche, nonché frequentatore di corte ed abile diplomatico. Nel Cinquecento la cultura rinascimentale italiana era fiorente e pressoché sconosciuta alla maggior parte degli intellettuali e cortigiani inglesi. Il bilinguismo di John Florio lo rese la persona più qualificata nel renderla comprensibile a coloro che non la conoscevano. Lungo tale percorso Florio dovette svolgere un complesso lavoro di reinvenzione linguistica, creando più di settemila nuovi vocaboli e plasmando così la lingua inglese moderna.

Approfondiamo un po’ la querelle che lo vede come ipotetico autore delle opere di Shakespeare. Tu hai compiuto vari studi a riguardo, se puoi illustrarci come si è arrivati a ritenere Florio il vero autore e dirci qual è la tua personale idea?

Ho la fortuna di collaborare da molti anni con l’Istituto Studi Floriani, centro che catalizza le ricerche dei migliori studiosi dell’argomento e posso dire che le motivazioni che rendono John Florio il principale candidato ad aver scritto le opere di William Shakespeare sono molteplici. Persino fra coloro che appoggiano tale teoria vi sono varie correnti. Personalmente ritengo che le prove più inconfutabili siano da ricercare nelle opere degli autori contemporanei a John, che fanno chiaramente riferimento a lui come autore di alcune opere shakespeariane nell’ambito di alcune dispute molto ben analizzate e descritte da Saul Gerevini in “William Shakespeare ovvero John Florio, un fiorentino alla conquista del mondo”. Oltre a ciò, sono fondamentali, naturalmente, le intertestualità fra le opere di John e quelle attribuite all’attore di Stratford. Io, in particolare, penso che John sia il principale artefice del corpus shakespeariano, giovandosi della collaborazione e dell’apporto di altre figure importanti, non ultima quella di suo padre Michelangelo Florio.

Veniamo ora ad un argomento che so starti particolarmente a cuore, ossia il Vocabolario di John Florio, ossia The World of words. Questo è stato preceduto da altre due opere simili, The first fruits e The second fruits, che fungono da manuale di apprendimento della lingua italiana. Potresti parlarcene nel dettaglio?

dizionario2Come hai detto tu, la prima edizione di “The World of words” è del 1598, preceduta da due opere, che si configurano come manualetti di conversazione in lingua italiana “The first fruits” e “The second fruits”, rispettivamente del 1578 e del 1591. Il secondo di questi due manuali, in particolare, è molto amato per la vasta raccolta di proverbi italiani in esso contenuta, nonché per il notevole lavoro compiuto da Florio per renderne comprensibile il significato agli inglesi. Per quanto riguarda il vocabolario, esso lascia stupefatti per la modernità della sua concezione (si tratta del primo vocabolario italiano inglese mai realizzato), la sua completezza, la precisione puntuale e, come ho già accennato, la quantità di nuovi vocaboli inglesi in esso contenuti, al fine di accostare gli inglesi alla straordinaria cultura italiana del Cinquecento e dei secoli precedenti.

Mi hai accennato più volte ad alcuni aspetti “ermetici” contenuti nell’opera di Florio, di cosa si tratta nello specifico?

Vivere e sopravvivere nella società inglese di epoca elisabettiana non era impresa facile, specialmente per un intellettuale italo-inglese dalle idee innovatrici come John Florio. La censura era severa ed il controllo da parte delle autorità religiose stretto e spietato. Una parola in più poteva far aprire immediatamente un processo per eresia e condannare al rogo o alla decapitazione. Oltre tutto John aveva sicuramente sulle spalle il bagaglio di sofferenza e le raccomandazioni continue del padre Michelangelo, che fu processato più volte e venne imprigionato per più di due anni nelle carceri di Tor di Nona a Roma. Per sfuggire, dunque, a simili rischi gli intellettuali dell’epoca ricorrevano spesso a forme di comunicazione ermetica, accostando ai significati espliciti evidenti e innocui, altri significati nascosti e decifrabili solo dalla categoria di persone designate come destinatarie. Nel vocabolario John ha nascosto numerosissimi messaggi cifrati, che riguardano la propria simpatia per la teoria copernicana, le convinzioni religiose e politiche e persino la propria paternità delle opere shakespeariane. Alcuni di essi sono abbastanza semplici, mentre la decifrazione di altri è veramente complessa. Uno dei più immediati è quello alla voce “Polo”, che contiene un chiaro riferimento all’opinione dell’autore, favorevole alla teoria eliocentrica. pole
Polo, il polo, la fine, o il punto dell’asse terrestre, o l’asse terrestre in sé, attorno al quale gli astronomi immaginavano che si muovesse il cielo; ve ne sono due: uno al Nord, segnato da una stella (…). Il riferimento è abbastanza chiaro. Gli astronomi immaginavano che il cielo ruotasse attorno all’asse terrestre. E’ sottinteso che ora non lo immaginano più…

Purtroppo la figura di Florio è ancora poco conosciuta in Italia, cosa si sta facendo per riportarla sempre più in luce?

Ho già citato l’Istituto Studi Floriani, del quale faccio parte come libreria antiquaria e come studiosa. Con esso promuoviamo sempre nuovi eventi, pubblicazioni e conferenze per far conoscere i Florio e per metterne in luce l’importanza. Prossimamente, presumibilmente nella prossima primavera, stiamo organizzando una manifestazione internazionale molto importante sui Florio, che rivelerà nuove esaltanti scoperte. Per ora devo ancora mantenere il riserbo, ma vi farò sapere presto i particolari.

Visto che ci siamo potresti tracciare una panoramica della tua libreria?

La mia libreria, che, come hai già segnalato tu, si chiama non a caso “John Florio & Co.”, è specializzata in testi sulla storia della Riforma e l’umanesimo del Cinquecento. La nostra sede è lo splendido palazzo Castelvetro, che prende nome dal famoso umanista esule a Chiavenna, che fu maestro anche di John Florio durante la sua prima giovinezza. Inoltre abbiamo un ricco settore di stampe sulle Alpi, in particolare della nostra zona.

Se puoi lasciare tutti i contatti cui raggiungerti

I recapiti a cui fare riferimento sono:
John Florio & CO. Palazzo Castelvetro Via Dolzino, 101 Chiavenna (SO)
www.johnflorioandcompany.com info@johnflorioandcompany.com
Tel. +39 3396559850

Breve panoramica della Libreria John Florio & Co.

Breve biografia di Ilaria Colombo, elaborata dal Centro Studi Floriani:

Istituto Studi Floriani
Milano, 18 Gennaio 2017

ilariaLa Dott.ssa Ilaria Colombo, laureata in filosofia estetica ad indirizzo letterario presso l’Università Statale di Milano, gestendo la sua libreria di testi antichi, e data la sua specifica competenza nella storia editoriale del 1500, ha sviluppato una particolare abilità nel rintracciare messaggi nascosti nei testi su cui lavora. Questa sua caratteristica le ha permesso di indagare, con risultati positivi, i possibili messaggi nascosti nel World of Words di John Floro del 1598 e del 1611. John Florio è una importante figura della letteratura rinascimentale inglese, le sue specifiche conoscenze letterarie sono state essenziali, tra le altre cose, per tradurre in Inglese i saggi di Michael de Montaigne in una maniera mai prima possibile, regalando così all’Inghilterra una lingua moderna capace di confrontarsi con le maggiori lingue europee.
La Dott.ssa Colombo collabora con l’Istituto Studi Floriani dal 2010 e con la sua passione di investigatrice storico-letteraria sta portando alla luce significative interpretazioni di molti messaggi nascosti nel World of Words di John Florio, rendendo in questo modo possibile una più coerente indagine sui rapporti che questo importante letterato ha avuto con William Shakespeare.

Saul Gerevini.

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