Il collezionismo di Autografi

Una speciale menzione nel campo della bibliofilia – in senso lato – va riservata certamente al collezionismo dei manoscritti, in special modo agli autografi. Per autografo si intende un documento stilato di proprio pugno dall’estensore dello stesso. Spesso si è portati a credere che un documento per essere considerato autografo debba contenere la firma dell’autore ma ciò non è filologicamente corretto, in quanto uno scritto può essere autografo – ossia manoscritto dallo scrivente – ma non firmato.

Lettera autografa di Gioachino Rossini, 1849

Il collezionismo di autografi si differenzia sensibilmente da quello di libri per molti aspetti, uno su tutti: l’unicità. Si può certamente obiettare che ogni copia di un libro differisca da un’altra per condizioni, per storia, per provenienza e questo è senz’altro vero. Si tratta però sempre di una produzione in serie: la stampa di un testo in multipli esemplari, i quali hanno in maniera diversa retto lo scontro con i tempi.
Il documento autografo è intrinsecamente un unicum, redatto una ed una sola volta con caratteristiche propriamente uniche. Che si tratti di una bozza di un’opera destinata alla stampa, di una lettera, di un decreto a cui è stata apposta la firma, sempre all’unicità si ritorna.

Non vanno, parimente, trascurate le implicazioni economiche legate al collezionismo di questi oggetti. Proprio in virtù della suddetta unicità, l’autografo – considerato come oggetto da collezione – tende alla rivalutazione economica piuttosto che alla svalutazione dettata dal tempo e della reperibilità di altre copie propria dei libri. Per fare un esempio, una lettera autografa firmata di D’Annunzio alla figliastra rappresenta – oltre alla testimonianza storica e ‘di vita’ – un esemplare unico per via del contenuto, dello stile, del formato. Esistono più lettere di questo genere, ma nessuna uguale all’altra. Questo fa sì che la valutazione di un tale documento debba risentire – in positivo – dell’impossibilità di reperirne un altro a compensazione.

Lettera autografa di Gabriele D’Annunzio, periodo fiumano

Va non di meno rimarcato come questa unicità possa porgere, purtroppo, il fianco alla falsificazione. Sfortunatamente il campo degli autografi ha sofferto e soffre del proliferare di molti falsi ed imitazioni. Sia recentemente che in periodi ‘meno sospetti’ si sono verificati numerosi episodi di contraffazione e di smercio di opere non autentiche.

Come quindi stabilire l’autenticità di un documento autografo? Il principale e più utile consiglio è affidarsi a professionisti accreditati, sia in fase di richiesta di perizia che di acquisto. Volendo intraprendere la strada del collezionismo di autografi occorre sempre rivolgersi a venditori professionisti nel ramo e di comprovata serietà. Questi rilasciano sempre un Certificato di Autenticità (COA, Certificate Of Authenticity), un documento importante che attesta l’originalità dell’autografo, stilato in seguito a minuziose perizie calligrafiche, del supporto, dell’inchiostro al microscopio e ad analisi comparative.
L’era di internet ha spalancato le porte anche a molti personaggi di dubbia serietà che vendono autografi perlomeno sospetti e ad altri che effettuano perizie online avvalendosi solo di fotografie digitali. Bene, il rivolgersi a questo tipo di ‘servizi’ può portare solo a raggiri o a truffe.

Sono quindi qui orgoglioso di poter pubblicizzare l’asta da me curata con uno dei maggiori professionisti italiani del settore, la Libreria Antiquaria Verbantiqua. Un’asta – Exclusive Autographs – limitata nel numero di lotti, trentacinque, ma che propone documenti di alto, indubbio e pregevolissimo valore, storico ed economico.

Alcuni tra i lotti dell’asta Exclusive Autographs

Potrete trovare un magnifico Liber Amicorum appartenuto al tenore Neri Baraldi, composto da ben 31 spartiti autografi e firmati da grandissimi musicisti dell’epoca, quali Rossini, Meyerbeer, Gounod, Gomes, Ponchielli, Perosi ed altri.
Di impatto una bellissima bolla papale di Papa Clemente VIII in cui si tratteggia la storia della famiglia Bonaparte.
Un libro d’onore dei ‘martiri fascisti’ che raccoglie numerosissime firme di personaggi di spicco della dittatura.
Seguono vari autografi di reali e personalità importanti quali Emanuele Filiberto ‘Testa di Ferro’, Francesco I di Francia, Alexandre Dumas, John Steinbeck, Arturo Toscanini, Cosimo III de’ Medici, Filippo De Pisis, Federico Fellini, Agatha Christie e Johann Strauss.
In chiusura uno splendido ed inedito disegno del Matania che raffigura Giuseppe Verdi sul letto di morte, una copia personale – con glosse autografe – della Costituzione degli U.S.A. del Senatore Charles Sumner, un carteggio di Gabriele D’Annunzio composto da lettere inviate alla figliastra e un magnifico post-incunabolo, una Bibbia edita nel 1501 il cui maggior fattore di interesse collezionistico si trova nelle postille apposte da Filippo Strozzi.

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