Sogno nel cassetto?… Aprire una libreria antiquaria

jgjhsa

Non è mai facile scrivere riguardo a quello che si fa in riferimento alle aspirazioni di molte persone di intraprendere lo stesso percorso.

Essendo chi scrive un libraio antiquario, è per certi versi difficile rispondere alle numerose sollecitazioni che arrivano all’orecchio sul sogno di aprire una libreria antiquaria.

Si rende necessario un preambolo: oggi come oggi avviare un’attività di libreria antiquaria non è affatto semplice. La concorrenza è tanta, sotto alcuni aspetti spietata e sleale, e il rapporto di fiducia – fondamento irrinunciabile per un libraio – nel cliente non è facile da instaurare.

Un’attività che voglia diventare salda, strutturata e “appetibile” deve poter contare, come è ovvio, sui bei titoli da proporre e instaurare un rapporto con la clientela basato sulla stima reciproca e sul mutuo riconoscimento delle proprie capacità.

Pertanto, a meno che non si disponga di una copiosa eredità o di una collezione formatasi nel tempo, è necessario un investimento di non poco rilievo per entrare in possesso di un quantitativo minimo di libri da proporre per la vendita. La libreria antiquaria spesso ha anche un reparto di libri antichi più o meno fornito, in modo da ampliare la scelta e da raggiungere un numero di proposte maggiore rispetto ai soli libri antichi.

Possiamo stimare in, almeno, qualche centinaia i libri antichi e in qualche migliaia i libri moderni per poter iniziare l’attività con un buon catalogo.

L’ulteriore scoglio, ossia quello più oneroso, è costituito dalle necessarie pratiche burocratiche cui si va incontro. Partita Iva, registro delle imprese, forma societaria, libri mastri, contributi, imposte dirette ed indirette, utenze varie. I primi mesi saranno spesi nel disbrigo di tutte queste fiscalità, il cui esborso non è indifferente.

Bene, la nostra libreria è ora aperta sulla carta. Qualora si fosse scelto di effettuare la sola vendita online occorre, quanto meno, un deposito (meglio se espositivo) dove poter sistemare i libri e passare alla catalogazione degli stessi.

Se invece la scelta fosse ricaduta su una libreria fissa, andranno scelti con cura gli arredi del punto vendita, la disposizione degli argomenti e dei relativi scaffali, la suddivisione delle aree aperte al pubblico e di quelle prettamente amministrativo-logistiche.

La catalogazione. La catalogazione dei libri, specie di quelli antichi, è un’operazione che necessita di molto tempo e di competenze specifiche. Per chi è alle prime armi è sempre consigliabile un periodo di tempo da spendere nell’acquisizione di tali competenze, per lo meno di quelle di base. Studiare le bibliografie di settore, i manuali di gestione, frequentare biblioteche e altre librerie, consultare cataloghi di vendite e d’asta. Mantenersi, insomma, sempre aperti all’apprendimento, sia “tecnico” che culturale.

La schedatura di un libro deve essere la più particolareggiata possibile. Vanno sempre indicati tutti i dati bibliografici di un’opera, la sua descrizione fisica e quella relativa alle condizioni conservative. Buona regola sarebbe aggiungere sempre un descrizione dell’opera, dell’autore e del clima culturale in cui questa ha visto le stampe.

Bisogna, inoltre, curare molto l’aspetto di rappresentanza.

La serietà e la professionalità di una libreria antiquaria si misura anche sulla sua presentazione.

Laddove anche si decidesse di non effettuare vendita online (una delle peggiori scelte che si possano effettuare ad oggi, per quanto certamente “romantica”), il sito web della propria libreria è il biglietto da visita della stessa.

Anche in questo caso, bisogna varare verso un investimento ponderato. Presentarsi con un sito web costruito gratuitamente, senza logo né personalizzazione non infonde certo fiducia.

Occorre farsi realizzare un sito web su misura, architettato sulle nostre reali esigenze, di facile consultazione per gli utenti e con dominio personale. Il sito – la “casa base” – deve risultare dinamico, sempre aggiornato, ordinato.

Se si dispone di un modulo per la vendita online vanno sempre alternati i prodotti in vetrina, quelli in evidenza, le ultime novità e le offerte. Come per un’attività fisica, cosa penseremmo di un negozio la cui vetrina sia ormai imbiancata dalla polvere e immutata da mesi? Lo stesso vale per il sito internet.

Per creare quella fiducia di cui si è già discusso, la qualità principale di un libraio, nei confronti della sua clientela, è l’onestà nelle proposte. Non si deve pensare, ad esempio, che la vendita online sia un’opportunità per tacere difetti di un’opera invece più che visibile ad occhio nudo.

Tralasciando l’aspetto della sicurezza negli aspetti online, la reputazione di una libreria può compromettersi facilmente effettuando operazioni commerciali spregiudicate, quali possono essere il vendere per ottimamente conservate opere con notevoli difetti. Tutto ciò non deve accadere.

È preferibile perdere una vendita su un’opera malmessa che farla andare a “buon fine” tacendo sulle magagne per poi ritrovarsi in brutti contenziosi. Un cliente sa apprezzare l’onestà.

Bisogna pensare necessariamente a quali canali di vendita scegliere. Va ripetuto, ad oggi la vendita online è indispensabile. Una buona fetta del mercato, quasi la totalità dello stesso in percentuale, si svolge nell’etere digitale.

La scelta migliore è quella di predisporre il proprio sito web per il commercio online. Ma ciò non basta. Specie in fase di avviamento, gli ordini sul sito proprietario saranno sempre pochi e marginali. Occorre quindi appoggiarsi a portali di vendita librari esterni.

La scelta va ponderata molto bene. Quasi nessuno di questi portali è a costo zero, si parla di canoni fissi mensili stabiliti sulla base della quantità di titoli proposti e di percentuali sulla singola vendita. Tutto ciò è però calibrato da vetrine virtuali di notevole impatto, con vastissimi bacini di clienti affezionati, i quali preferiscono acquistare tramite questi market-place piuttosto che dalla singola libreria. Se le possibilità lo permettono, il consiglio è di affiliarsi a più portali contemporaneamente, per ovvi motivi.

Ma prima di fare questo, non si deve dimenticare di attuare una scelta conseguente alle proprie strategie di vendita e in linea con i titoli che si hanno da proporre.

Aspetti “collaterali” della vendita online è la pubblicità che internet permette di effettuare, gratuitamente o comunque a costi contenuti.

Per questo si consiglia di sfruttare i social network, i quali offrono significative possibilità di sponsorizzare la propria attività. Il verso della medaglia è rappresentato dall’ “apertura” dei social a chiunque, anche a concorrenti sleali e boriosi falsi intenditori.

La presenza sui social va sfruttata mantenendo sempre una certa professionalità e un discernimento su come utilizzare questi strumenti, pena lo scadere nel vortice del pressapochismo.

Ovviamente questo articoletto non ha certo alcuna pretesa di esaustività né di completezza circa i consigli che si possono fornire a chi desideri entrare professionalmente nel campo della vendita di libri antichi. Personalmente, lo reputo essere uno dei più bei mestieri rimasti, se non il migliore. È certamente anche un bellissimo sogno da realizzare per chi ha riflettuto a fondo su questa scelta di vita. Non si può certo dire però che la via sia in discesa.

Si tratta di un mercato con dinamiche proprie, difficili da interpretare e cavalcare – anche alla luce dei suoi repentini cambiamenti – e che può rivelarsi una vera e propria giungla.

Non è sicuramente il fine di questo testo il voler “smorzare” gli animi di chi decidesse di buttarsi in una così meravigliosa avventura, ma credo sia più onesto presentare, seppur schematicamente, le varie problematiche che possono sorgere piuttosto che riempire la pagina con “romanticherie” che si rivelerebbero cieche illusioni al contatto con la realtà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *